I trigliceridi sono i grassi che il corpo usa come riserva di energia. Sono normali sotto 150 mg/dL a digiuno, al limite tra 150 e 199, alti da 200 mg/dL e molto alti oltre 500. Quasi sempre dipendono da stile di vita e metabolismo: alcol, zuccheri, peso e diabete. Sopra 880 mg/dL cresce il rischio di pancreatite.
| Categoria | Valore di riferimento |
|---|---|
| Normale | sotto 150 (sotto 1,7 mmol/L) mg/dL (mmol/L = mg/dL ÷ 88,5) |
| Limite | 150–199 mg/dL (mmol/L = mg/dL ÷ 88,5) |
| Alti | 200–499 mg/dL (mmol/L = mg/dL ÷ 88,5) |
| Molto alti | 500 o più mg/dL (mmol/L = mg/dL ÷ 88,5) |
| Rischio di pancreatite elevato | oltre 880 (10 mmol/L) mg/dL (mmol/L = mg/dL ÷ 88,5) |
Valori a digiuno di 8–12 ore. Il laboratorio può riportare un intervallo diverso; fai riferimento al tuo referto.
Dopo un pasto i trigliceridi salgono e poi tornano al livello di base nel giro di ore. Il valore misurato a digiuno riflette quanto efficientemente il corpo li smaltisce. Quando sono alti, spesso fanno parte di un quadro più ampio, la sindrome metabolica: girovita abbondante, glicemia al limite, pressione alta, HDL basso. Contribuiscono al rischio cardiovascolare, anche se meno direttamente dell'LDL.
Quando i trigliceridi sono alti, il medico guarda spesso anche il colesterolo non-HDL (totale meno HDL), che comprende tutte le particelle che possono depositarsi nelle arterie. Inoltre, sopra 400 mg/dL il calcolo dell'LDL con la formula abituale non è più affidabile: per questo in alcuni referti l'LDL manca o è misurato in modo diretto.
Un valore di 200 mg/dL è il punto in cui si parla di trigliceridi alti. Prima di trarre conclusioni conviene chiedersi se il digiuno era davvero di almeno 8–10 ore e se la sera prima c'erano stati una cena abbondante o alcol: in quel caso si ripete l'esame. Se il valore si conferma, il medico guarda glicemia, HbA1c, colesterolo non-HDL, girovita e transaminasi, perché spesso si accompagna a fegato grasso.
I trigliceridi sono tra i valori che rispondono più in fretta ai cambiamenti: in poche settimane si possono ridurre anche del 30–50%. Le misure più efficaci sono semplici da elencare:
I trigliceridi alti di per sé non danno sintomi. Se c'è stanchezza, la causa va cercata altrove, magari nelle stesse condizioni che alzano i trigliceridi: diabete, tiroide lenta, sonno disturbato da apnee notturne, sovrappeso. Vale la pena parlarne con il medico, che può indagare queste ipotesi.
Testo redatto sulla base di informazioni pubbliche di:
Non serve decifrare i numeri da solo: fotografa il referto e l'app ti spiega «Trigliceridi alti» e gli altri valori in parole semplici — cosa è nella norma e a cosa fare attenzione.
App StoreGoogle PlayVersione webChe nel sangue circolano più grassi di riserva del normale, per lo più per alcol, zuccheri, sovrappeso o diabete. Si correggono bene con lo stile di vita.
Sopra 500 mg/dL e soprattutto sopra 880, per il rischio di pancreatite, o con forte dolore addominale. Valori tra 150 e 300 vanno affrontati ma non sono urgenti.
Alcol, bevande zuccherate, dolci, succhi di frutta e farinacei raffinati in eccesso. Il pesce e le fibre aiutano.
Di solito no. Solo valori estremi possono dare dolore addominale (pancreatite) o piccoli rilievi gialli sulla pelle.
Non sono un segnale di tumore. Sono legati soprattutto a metabolismo, alimentazione e alcol.
Rispondono in fretta: riducendo alcol e zuccheri si vedono spesso risultati già dopo 4–8 settimane. È un buon momento per ripetere l'esame.
Questo materiale ha solo scopo informativo, non è un parere medico e non sostituisce una visita. I valori di riferimento dipendono dal laboratorio e dal metodo: fai riferimento all'intervallo riportato sul tuo referto. L'interpretazione finale spetta al medico.