Un'emoglobina glicata del 6,0% corrisponde a 42 mmol/mol, l'unità usata per prima nei referti italiani. Secondo gli Standard italiani SID-AMD, valori tra 42 e 47 mmol/mol (6,0–6,4%) indicano un rischio aumentato di diabete; il diabete inizia da 48 mmol/mol (6,5%). L'ADA americana fissa il prediabete già da 39 mmol/mol (5,7%).
| Categoria | Valore di riferimento |
|---|---|
| Normale | sotto 39 mmol/mol (sotto 5,7%) mmol/mol (e %) |
| Zona intermedia secondo ADA | 39–41 mmol/mol (5,7–5,9%) mmol/mol (e %) |
| Prediabete secondo SID-AMD e ADA | 42–47 mmol/mol (6,0–6,4%) mmol/mol (e %) |
| Diabete (se confermato) | 48 mmol/mol o più (6,5% o più) mmol/mol (e %) |
Soglie degli Standard italiani SID-AMD e dell'American Diabetes Association. L'interpretazione finale spetta al medico.
L'HbA1c è la quota di emoglobina a cui si è legato lo zucchero. Siccome i globuli rossi vivono circa tre mesi, il valore riflette la glicemia media degli ultimi 2–3 mesi, con più peso alle ultime settimane. Non serve il digiuno e non risente di un pasto o di una giornata storta, per questo è più stabile della glicemia.
Dal 2011 i laboratori italiani refertano in mmol/mol, spesso con la percentuale accanto. La formula è: mmol/mol = (% − 2,15) × 10,929. Le corrispondenze più cercate:
Un valore tra 42 e 46 mmol/mol (6,0–6,4%) non è diabete, ma indica che la glicemia media è più alta dell'ideale. Il rischio di sviluppare il diabete nei prossimi anni è aumentato, e lo è anche, in misura minore, il rischio cardiovascolare. La buona notizia è che in questa fase cambiamenti realistici funzionano: perdere il 5–7% del peso, se in sovrappeso, e fare almeno 150 minuti di attività moderata alla settimana riducono il rischio in modo importante.
Il medico di solito consiglia di ricontrollare HbA1c e glicemia a digiuno dopo 6–12 mesi e di valutare pressione, colesterolo e trigliceridi.
Chi confronta fonti diverse trova numeri diversi. L'American Diabetes Association considera prediabete già un'HbA1c da 5,7% (39 mmol/mol), mentre gli Standard italiani SID-AMD e l'International Expert Committee partono da 6,0% (42 mmol/mol). Non è una contraddizione: si tratta di scegliere da quale punto il rischio diventa abbastanza alto da meritare attenzione. Un valore tra 39 e 41 mmol/mol è quindi un segnale lieve, da tenere d'occhio soprattutto se ci sono sovrappeso, familiarità per diabete o glicemia a digiuno sopra 100.
La soglia del diabete, invece, è la stessa ovunque: 48 mmol/mol (6,5%), confermata da un secondo esame.
L'HbA1c dipende dalla vita dei globuli rossi. Risulta falsamente bassa se i globuli rossi si rinnovano in fretta (emolisi, perdite di sangue recenti, gravidanza) e falsamente alta se vivono più a lungo, come nella carenza di ferro. Il tratto talassemico e alcune varianti dell'emoglobina, non rare in Italia, possono interferire con il metodo; il laboratorio di solito lo segnala. In questi casi il medico si affida di più alla glicemia.
Testo redatto sulla base di informazioni pubbliche di:
Non serve decifrare i numeri da solo: fotografa il referto e l'app ti spiega «Emoglobina glicata 6% (42 mmol/mol)» e gli altri valori in parole semplici — cosa è nella norma e a cosa fare attenzione.
App StoreGoogle PlayVersione webA circa 6,0%. Secondo gli Standard italiani è l'inizio della fascia di rischio aumentato di diabete.
Corrisponde a 44 mmol/mol: prediabete secondo le soglie SID-AMD e ADA. Non è diabete, ma è un buon momento per intervenire su peso e attività fisica.
6,5% (48 mmol/mol) è la soglia diagnostica del diabete, se confermata da un secondo esame o accompagnata da glicemia alta.
No, non serve il digiuno. Spesso però si fa insieme alla glicemia, che invece lo richiede.
Parlarne con il medico, curare alimentazione e movimento e ricontrollare in 6–12 mesi. Non ci sono soluzioni rapide, ma i cambiamenti dello stile di vita sono efficaci.
Con valori nella fascia di prediabete, di solito una volta l'anno o secondo l'indicazione del medico. Ripeterla prima di 2–3 mesi ha poco senso, perché il valore riflette proprio quel periodo.
Questo materiale ha solo scopo informativo, non è un parere medico e non sostituisce una visita. I valori di riferimento dipendono dal laboratorio e dal metodo: fai riferimento all'intervallo riportato sul tuo referto. L'interpretazione finale spetta al medico.