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Acido urico alto: cosa significa l'uricemia nel referto

L'acido urico (uricemia nel referto) è il prodotto di scarto delle purine. È considerato alto sopra circa 7,0 mg/dL negli uomini e 6,0 mg/dL nelle donne. Molte persone con valori alti non hanno disturbi; il rischio principale è la gotta, che diventa più probabile quanto più il valore resta alto nel tempo.

Aggiornato: 2026-10-26

Valori di riferimento

CategoriaValore di riferimento
Uominicirca 3,5–7,2 mg/dL (µmol/L = mg/dL × 59,5)
Donne prima della menopausacirca 2,6–6,0 mg/dL (µmol/L = mg/dL × 59,5)
Soglia di saturazione (si formano cristalli)circa 6,8 mg/dL (µmol/L = mg/dL × 59,5)

Gli intervalli variano tra laboratori; fai riferimento ai valori stampati sul tuo referto.

Acido urico alto: cosa significa

Le purine si trovano nelle cellule del corpo e in alcuni alimenti. Quando vengono smaltite producono acido urico, eliminato per due terzi dai reni e per un terzo dall'intestino. L'uricemia sale se se ne produce troppo o, molto più spesso, se i reni ne eliminano poco.

Sopra circa 6,8 mg/dL l'acido urico può cristallizzare, soprattutto nelle articolazioni più fredde come quelle dei piedi. Ma molte persone convivono per anni con valori alti senza mai sviluppare la gotta (iperuricemia asintomatica).

L'acido urico alto si accompagna spesso ad altri valori del metabolismo: trigliceridi, glicemia, pressione, peso. Per questo il medico tende a guardarlo come parte di un quadro più ampio, non come un numero isolato.

Cause

Acido urico a 7: è alto?

Per un uomo 7,0 mg/dL è al limite superiore; per una donna è chiaramente alto. Più dell'etichetta conta il contesto: se non ci sono mai stati attacchi di gotta né calcoli, di solito si lavora sullo stile di vita e si ricontrolla. Chi ha già avuto la gotta ha invece un obiettivo più basso, di norma sotto 6 mg/dL secondo le raccomandazioni europee EULAR, e la decisione su un'eventuale terapia è del medico.

Sintomi

L'acido urico alto in sé non dà sintomi. I disturbi arrivano quando forma cristalli: l'attacco di gotta è un dolore improvviso e violento, spesso notturno, con articolazione rossa, calda e gonfia, tipicamente all'alluce, alla caviglia o al ginocchio. Altri segni possibili sono i calcoli renali di acido urico (colica) e, dopo anni, noduli sotto la pelle (tofi). Il prurito, spesso citato nelle ricerche, non è un sintomo tipico dell'acido urico alto.

Durante un attacco di gotta, curiosamente, l'uricemia può risultare normale, perché parte dell'acido urico si è depositata nell'articolazione. Per questo il medico la ricontrolla a distanza di qualche settimana dalla fine dell'attacco.

Cibi da limitare

Quando preoccuparsi

Fonti

Testo redatto sulla base di informazioni pubbliche di:

Carica il tuo referto: Ponyatno spiega ogni valore

Non serve decifrare i numeri da solo: fotografa il referto e l'app ti spiega «Acido urico alto» e gli altri valori in parole semplici — cosa è nella norma e a cosa fare attenzione.

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Domande frequenti

Acido urico alto: cosa significa?

Che nel sangue c'è più acido urico del normale, di solito perché i reni ne eliminano poco. Aumenta il rischio di gotta e calcoli, ma spesso non dà disturbi.

Acido urico alto: quali sono i sintomi?

Da solo nessuno. Se si formano cristalli può dare attacchi di gotta, con dolore improvviso e intenso a un'articolazione, o calcoli renali.

Acido urico alto: quando preoccuparsi?

Con dolore articolare acuto, coliche renali, valori molto alti o reni che funzionano meno. Senza sintomi, si lavora sulle abitudini e si ricontrolla.

Cosa mangiare con l'acido urico alto?

Verdure, latticini magri, cereali e legumi vanno bene; bere acqua a sufficienza aiuta. Da limitare alcol, bibite zuccherate, frattaglie e carni rosse.

L'acido urico alto va sempre curato con farmaci?

No. Senza gotta né calcoli di solito si interviene su alimentazione e peso. La decisione su eventuali farmaci spetta al medico.

Questo materiale ha solo scopo informativo, non è un parere medico e non sostituisce una visita. I valori di riferimento dipendono dal laboratorio e dal metodo: fai riferimento all'intervallo riportato sul tuo referto. L'interpretazione finale spetta al medico.