Nel referto la vitamina D compare come 25-OH vitamina D, quasi sempre in ng/mL. Sotto 20 ng/mL si parla di carenza, tra 20 e 30 di insufficienza secondo molte società scientifiche; sotto 10–12 la carenza è grave. In Italia valori bassi sono molto frequenti, soprattutto a fine inverno e negli anziani.
| Categoria | Valore di riferimento |
|---|---|
| Carenza grave | sotto 10–12 ng/mL (sotto 25–30 nmol/L) ng/mL (nmol/L = ng/mL × 2,5) |
| Carenza | sotto 20 ng/mL (sotto 50 nmol/L) ng/mL (nmol/L = ng/mL × 2,5) |
| Insufficienza | 20–29 ng/mL (50–74 nmol/L) ng/mL (nmol/L = ng/mL × 2,5) |
| Adeguata | 30–100 ng/mL (75–250 nmol/L) ng/mL (nmol/L = ng/mL × 2,5) |
Le soglie differiscono tra società scientifiche e laboratori; fai riferimento ai valori del tuo referto e alla valutazione del medico.
La maggior parte dei laboratori italiani usa i ng/mL, ma alcuni referti, e molti studi stranieri, riportano i nmol/L. Per convertire si moltiplica per 2,5: 20 ng/mL = 50 nmol/L, 30 ng/mL = 75 nmol/L. Un valore di "50" senza unità può quindi essere ottimo (ng/mL) o al limite (nmol/L).
La vitamina D serve ad assorbire il calcio dall'intestino e a mantenere ossa e muscoli. Una carenza prolungata porta l'organismo a prendere calcio dalle ossa: negli adulti questo favorisce l'osteoporosi e, nei casi gravi, l'osteomalacia (ossa "molli" e dolenti); nei bambini il rachitismo, oggi raro.
Valori bassi si associano in molti studi ad altre malattie, ma per la maggior parte di queste non è dimostrato che sia la carenza a causarle, né che correggerla le prevenga.
Il valore oscilla anche con le stagioni: lo stesso adulto può avere 35 ng/mL a settembre e 18 a marzo. Per questo un dosaggio fatto a fine inverno va letto con questa variazione in mente, e i controlli successivi andrebbero fatti più o meno nello stesso periodo dell'anno.
Una carenza lieve o moderata di solito non dà sintomi. Quando è marcata e duratura possono comparire dolori ossei diffusi (spesso alle gambe e al bacino), debolezza dei muscoli, soprattutto di cosce e anche, difficoltà ad alzarsi dalla sedia, crampi e, negli anziani, più cadute. Stanchezza e umore basso sono comuni ma poco specifici: possono avere molte altre cause.
Il valore va discusso con il medico, che valuta età, rischio di fratture, calcio e paratormone se necessario. Se serve un'integrazione, la forma e la quantità le decide lui: la vitamina D in eccesso si accumula e può alzare troppo il calcio. Dieta (pesce grasso, uova) ed esposizione al sole in sicurezza aiutano, ma raramente bastano a correggere una carenza importante.
Il dosaggio non è un esame da ripetere spesso in chi sta bene: le indicazioni italiane lo riservano alle persone a rischio, come anziani poco esposti al sole, persone con osteoporosi, malassorbimento o malattie renali. Il medico decide anche quando ricontrollarlo, di solito non prima di qualche mese.
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Non serve decifrare i numeri da solo: fotografa il referto e l'app ti spiega «Vitamina D bassa» e gli altri valori in parole semplici — cosa è nella norma e a cosa fare attenzione.
App StoreGoogle PlayVersione webNel tempo, ossa più fragili e muscoli più deboli. Una carenza lieve spesso non dà disturbi, ma conviene parlarne con il medico, soprattutto in età avanzata.
In genere 30–100 ng/mL sono considerati adeguati; 20–29 insufficienza; sotto 20 carenza. Le soglie variano tra società scientifiche.
Gli stessi dell'uomo: dolori ossei, debolezza muscolare, crampi. Nelle donne dopo la menopausa la carenza pesa di più perché si somma alla perdita di massa ossea.
Esposizione al sole in sicurezza e alimenti come pesce grasso e uova aiutano. Se il valore è basso, la decisione su un'eventuale integrazione e sulla quantità spetta al medico.
Sì. Un'assunzione eccessiva e prolungata può alzare il calcio nel sangue e danneggiare i reni. Per questo non si integra a caso.
Questo materiale ha solo scopo informativo, non è un parere medico e non sostituisce una visita. I valori di riferimento dipendono dal laboratorio e dal metodo: fai riferimento all'intervallo riportato sul tuo referto. L'interpretazione finale spetta al medico.