Per leggere gli esami del sangue bastano tre colonne: il risultato, l'unità di misura e i valori di riferimento. L'asterisco (*) indica solo che il numero è fuori dall'intervallo del laboratorio: non è una diagnosi, e una piccola parte delle persone sane ha comunque qualche valore segnato.
I laboratori italiani usano impaginazioni diverse, ma l'ossatura è quasi sempre la stessa. A sinistra c'è il nome dell'esame, spesso abbreviato (GB, HGB, PLT, GPT), a volte con il metodo o il materiale tra parentesi (siero, plasma, sangue intero EDTA). Poi il valore misurato, l'unità e, nell'ultima colonna, i valori di riferimento.
Il segno più comune nei referti italiani è l'asterisco accanto al valore. Alcuni laboratori usano due asterischi o le lettere H (high, alto) e L (low, basso), altri il grassetto o una freccia ↑ ↓. Il significato è sempre lo stesso: il valore è fuori dall'intervallo stampato.
Il doppio asterisco, dove usato, segnala di solito uno scostamento più marcato o un valore che il laboratorio ritiene da comunicare rapidamente. La legenda è quasi sempre in fondo al referto: vale la pena leggerla, perché le convenzioni cambiano da un laboratorio all'altro.
Poiché l'intervallo comprende il 95% delle persone sane, il 5% resta fuori pur stando bene. Su un pannello di 20 esami è normale che uno o due valori siano segnati. Ciò che conta è di quanto il valore si discosta, se si ripete nel tempo e se si accompagna ad altri valori alterati o a sintomi.
Un singolo referto è una fotografia. Il confronto con gli esami degli anni precedenti, meglio se fatti nello stesso laboratorio, dice molto di più: un valore stabile da anni al limite dell'intervallo è spesso una caratteristica personale; un valore che si muove in fretta merita attenzione anche se resta "nella norma".
Se cambi laboratorio, controlla che metodo e unità siano gli stessi prima di confrontare: alcuni esami, come vitamina D o TSH, possono dare numeri leggermente diversi a seconda dell'analizzatore.
La maggior parte dei referti si discute con calma con il medico di base. Alcune situazioni però richiedono di contattarlo lo stesso giorno o di rivolgersi alla guardia medica o al pronto soccorso:
Testo redatto sulla base di informazioni pubbliche di:
Non serve decifrare i numeri da solo: fotografa il referto e l'app ti spiega «Come leggere gli esami del sangue» e gli altri valori in parole semplici — cosa è nella norma e a cosa fare attenzione.
App StoreGoogle PlayVersione webChe quel valore è fuori dall'intervallo di riferimento del laboratorio, sopra o sotto. Non indica una malattia: serve a far notare il numero a chi legge.
Dipende dal laboratorio: di solito indica uno scostamento più ampio o un valore da segnalare con priorità. La legenda in fondo al referto spiega la convenzione usata.
No. Dipendono da metodo, strumenti e popolazione di riferimento. Per questo si usa sempre l'intervallo stampato sul proprio referto, non una tabella trovata online.
Raramente, se isolato e senza sintomi. Spesso il medico chiede di ripetere l'esame o lo valuta insieme agli altri risultati e ai referti precedenti.
Per glicemia e trigliceridi di solito sì, 8–12 ore. Per molti altri esami non è indispensabile, ma il laboratorio dà indicazioni precise al momento della prenotazione.
Questo materiale ha solo scopo informativo, non è un parere medico e non sostituisce una visita. I valori di riferimento dipendono dal laboratorio e dal metodo: fai riferimento all'intervallo riportato sul tuo referto. L'interpretazione finale spetta al medico.