Le piastrine sono basse (piastrinopenia o trombocitopenia) quando scendono sotto 150 ×10³/µL, cioè sotto 150.000/mm³. Fino a circa 100.000 di solito non danno sintomi; il rischio di sanguinamenti spontanei diventa concreto molto più in basso, sotto 20–30.000. Prima di tutto va escluso un falso valore basso.
| Categoria | Valore di riferimento |
|---|---|
| Adulti | 150–400 ×10³/µL (= migliaia per mm³) |
| Piastrinopenia lieve | 100–149 ×10³/µL (= migliaia per mm³) |
| Moderata | 50–99 ×10³/µL (= migliaia per mm³) |
| Grave | sotto 50 ×10³/µL (= migliaia per mm³) |
L'intervallo dipende dal laboratorio; in gravidanza un lieve calo è frequente. Fa fede il referto.
In circa una persona su mille le piastrine si aggregano nella provetta con anticoagulante EDTA, e l'analizzatore conta i grumi come una sola cellula o non li conta affatto. È la pseudopiastrinopenia: un artefatto di laboratorio, senza alcun rischio. Spesso il referto lo segnala ("presenza di aggregati piastrinici"); in caso di dubbio si ripete il prelievo con una provetta al citrato.
Un valore di 120.000/µL è una piastrinopenia lieve. Con emoglobina e globuli bianchi normali, senza lividi né sanguinamenti, la condotta abituale è ripetere l'esame dopo qualche settimana e verificare che non scenda. Molte persone restano stabili per anni intorno a questi valori senza alcun problema, per esempio con una lieve milza ingrossata o per un tratto costituzionale.
Con piastrine sopra 100.000 di solito si possono fare normalmente sport, interventi programmati e cure dentistiche, ma la valutazione finale spetta al medico.
Le piastrine non si leggono da sole. Il medico guarda l'MPV, cioè il volume medio: piastrine grandi fanno pensare a una distruzione periferica con un midollo che compensa, piastrine piccole a una produzione ridotta. Poi emoglobina e globuli bianchi, le transaminasi e la γ-GT per il fegato, eventualmente un'ecografia dell'addome per la milza.
Se il calo è comparso dopo l'inizio di un nuovo farmaco, quella è la prima pista. Se ci sono state infezioni recenti, spesso basta attendere qualche settimana. Una piastrinopenia che peggiora a ogni controllo, invece, porta di solito a una visita ematologica.
Quando i sintomi ci sono, riguardano il sangue che fa fatica a fermarsi: lividi che compaiono senza urti, puntini rossi sulla pelle che non scompaiono premendo (petecchie), sangue dal naso o dalle gengive, mestruazioni insolitamente abbondanti, sanguinamenti prolungati dopo un taglio. Con valori sopra 50.000 sono rari.
Rivolgersi subito al medico, o al pronto soccorso, se:
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Non serve decifrare i numeri da solo: fotografa il referto e l'app ti spiega «Piastrine basse» e gli altri valori in parole semplici — cosa è nella norma e a cosa fare attenzione.
App StoreGoogle PlayVersione webSotto 50.000 serve una valutazione rapida, sotto 20.000–30.000 o con sanguinamenti è urgente. Valori lievemente bassi e stabili si ricontrollano con calma.
Alcune malattie del sangue e del midollo abbassano le piastrine, ma sono cause rare. Infezioni, fegato, farmaci, alcol e gravidanza sono molto più frequenti.
Nessun alimento le fa salire in modo affidabile. Ridurre l'alcol aiuta se è la causa; un'alimentazione varia copre B12 e folati. Il resto dipende dalla diagnosi.
Un calo lieve nel terzo trimestre è frequente e innocuo, ma il ginecologo controlla sempre pressione e altri esami per escludere preeclampsia.
Un falso valore basso dovuto all'aggregazione delle piastrine nella provetta. Si chiarisce ripetendo il prelievo con un anticoagulante diverso.
Di per sé no: le piastrine servono alla coagulazione, non al trasporto di ossigeno. Se c'è stanchezza, si guarda l'emoglobina o un'altra causa.
Questo materiale ha solo scopo informativo, non è un parere medico e non sostituisce una visita. I valori di riferimento dipendono dal laboratorio e dal metodo: fai riferimento all'intervallo riportato sul tuo referto. L'interpretazione finale spetta al medico.