La formula leucocitaria divide i globuli bianchi nei cinque tipi che li compongono: neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili. Ognuno viene riportato due volte, in percentuale e in valore assoluto: per capire se un tipo è davvero alto o basso conta soprattutto il secondo.
| Categoria | Valore di riferimento |
|---|---|
| Neutrofili | 40–75 % · 2,0–7,5 % · valore assoluto in ×10³/µL, adulti |
| Linfociti | 20–45 % · 1,0–4,0 % · valore assoluto in ×10³/µL, adulti |
| Monociti | 2–10 % · 0,2–1,0 % · valore assoluto in ×10³/µL, adulti |
| Eosinofili | 1–6 % · 0,0–0,5 % · valore assoluto in ×10³/µL, adulti |
| Basofili | 0–1 % · 0,0–0,1 % · valore assoluto in ×10³/µL, adulti |
Valori indicativi per adulti; i bambini piccoli hanno normalmente più linfociti. Fa fede l'intervallo del tuo laboratorio.
Il numero totale dei globuli bianchi (GB) dice quante difese ci sono in circolo, ma non quali. La formula li separa per tipo, perché ciascuno ha un ruolo diverso e risponde a stimoli diversi.
Oggi la conta viene fatta dall'analizzatore, che distingue le cellule per dimensione e struttura interna. Se trova qualcosa di insolito, il laboratorio controlla al microscopio con uno striscio di sangue e lo annota sul referto.
La percentuale descrive le proporzioni, il valore assoluto la quantità reale. Esempio: con 3.000 globuli bianchi, linfociti al 50% sono 1.500/µL, un numero del tutto normale anche se la percentuale è segnata come alta. Con 12.000 globuli bianchi, invece, neutrofili al 70% sono 8.400/µL, cioè davvero alti.
Quando la percentuale ha l'asterisco ma il valore assoluto è nell'intervallo, nella grande maggioranza dei casi non c'è nulla da approfondire.
Negli adulti i neutrofili sono di solito più numerosi dei linfociti. Si parla di formula "invertita" quando il rapporto si capovolge e i linfociti superano i neutrofili in percentuale.
Le cause più frequenti sono innocue: un'infezione virale in corso o appena passata (raffreddore, influenza, COVID-19, mononucleosi), oppure un numero di neutrofili costituzionalmente basso. Nei bambini fino a 4–6 anni la formula invertita è la regola. Il medico la valuta controllando i valori assoluti ed eventualmente ripetendo l'esame dopo qualche settimana.
Capita spesso di vedere un asterisco su una sola voce, per esempio monociti al 10,5% o eosinofili al 6,5%, con tutto il resto in ordine. In questi casi conviene chiedersi se nelle settimane precedenti c'è stato un raffreddore, una crisi allergica o una cura antibiotica. Monociti un po' alti sono tipici della convalescenza; eosinofili un po' alti della stagione dei pollini o di una dermatite.
Il medico dà peso alla formula quando l'alterazione è marcata, coinvolge più tipi cellulari, persiste a distanza di settimane o si accompagna a sintomi. Un singolo scostamento minimo, da solo, raramente cambia qualcosa.
La maggior parte delle variazioni lievi si risolve da sola. Contatta il medico senza aspettare se:
Testo redatto sulla base di informazioni pubbliche di:
Non serve decifrare i numeri da solo: fotografa il referto e l'app ti spiega «Formula leucocitaria» e gli altri valori in parole semplici — cosa è nella norma e a cosa fare attenzione.
App StoreGoogle PlayVersione webChe i linfociti sono in percentuale più dei neutrofili. Spesso dipende da un'infezione virale recente; nei bambini piccoli è normale.
Un lieve aumento è frequente durante o dopo un'infezione e nelle infiammazioni croniche. Se è marcato e persistente, il medico lo valuta insieme al resto dell'emocromo.
Indicativamente neutrofili 40–75%, linfociti 20–45%, monociti 2–10%, eosinofili 1–6%, basofili 0–1%. Contano però i valori assoluti e l'intervallo del laboratorio.
Solo se richiesta: l'"emocromo con formula" la comprende, quello semplice dà solo il totale dei globuli bianchi.
Di solito no, specialmente se il valore assoluto è normale o se c'è stata un'infezione nelle settimane precedenti. Si ricontrolla a distanza.
Questo materiale ha solo scopo informativo, non è un parere medico e non sostituisce una visita. I valori di riferimento dipendono dal laboratorio e dal metodo: fai riferimento all'intervallo riportato sul tuo referto. L'interpretazione finale spetta al medico.